Cassazione penale Sez. II sentenza n. 14442 del 23 dicembre 1986

(1 massima)

(massima n. 1)

Il reato di favoreggiamento reale, di cui all'art. 379 c.p., è ipotizzabile anche durante lo stato di permanenza (successivo alla consumazione) del delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione, di cui all'art. 630 c.p., a condizione, però, che la condotta dell'agente non sia sorretta dal proposito di cooperare al sequestro stesso. Pertanto, per individuare l'una o l'altra ipotesi criminosa, occorre far riferimento all'elemento psicologico per accertare se vi sia stato o meno dolo diretto, attraverso un apporto consapevole, materiale o morale, con animus soci, alla realizzazione del crimine. (Nella specie, relativa a ritenuta sussistenza di sequestro e non di favoreggiamento, i giudici di merito avevano accertato che l'imputato aveva aderito all'operazione di ritiro di una rata di riscatto, in pendenza del sequestro, con la consapevolezza della esistenza di tale situazione e con il preciso proposito di coadiuvare con la sua opera quella dei sequestratori).

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