Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 13451 del 30 dicembre 2000

(1 massima)

(massima n. 1)

In relazione alla configurabilitÓ del reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico (o di pubblico interesse), l'accesso ai documenti amministrativi (mediante esame o estrazione di copie), Ŕ riconosciuto dall'art. 22 L. n. 241 del 1990 a chiunque vi abbia interesse, con la conseguenza che la pubblica amministrazione deve accertare la sussistenza di un motivato interesse alla richiesta, e, in caso di accertamento positivo (da ritenersi implicito una volta che sia stato consentito l'accesso), ha l'obbligo di adottare, come disposto dal citato art. 22, le misure organizzative idonee a garantire l'esercizio del diritto previsto dalla norma; ne consegue che solo ove sia stata accertata la mancanza di un motivato interesse e le continue richieste di accesso e di copia dei pi¨ disparati documenti abbiano comportato alterazione nella regolaritÓ dell'ufficio, anche solo attraverso la discontinuitÓ parziale di singole attivitÓ, Ŕ configurabile il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico ai sensi dell'art. 340 c.p. (Nella specie, la Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto la configurabilitÓ del reato di cui all'art. 340 c.p. senza accertare se la richiesta reiterata di accesso fosse assistita da un effettivo interesse, e perci˛ posta in essere nell'esercizio di un diritto, ovvero se l'incidenza sulla regolaritÓ e sul funzionamento del servizio fosse priva di ogni legittima giustificazione).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.