Cassazione penale Sez. V sentenza n. 26159 del 8 luglio 2010

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini dell'integrazione dell'esimente dello stato di necessitā (art. 54 c.p.) č necessario che il pericolo di un danno grave alla persona sia attuale ed imminente o, comunque, idoneo a fare sorgere nell'autore del fatto la ragionevole opinione di trovarsi in siffatto stato, non essendo all'uopo sufficiente un pericolo eventuale, futuro, meramente probabile o temuto; inoltre, si deve trattare di un pericolo non altrimenti evitabile ed al riguardo l'operativitā della scriminante non puō "scattare" sulla base di fatti sforniti di riscontri oggettivi e accertati in via presuntiva. (Nella specie č stata esclusa l'esimente di cui all'art. 54 c.p. - nei confronti dell'imputato del reato di cui all'art. 605 c.p., il quale aveva rapito, prelevandola a forza dalla sua abitazione con corde e manette per trasportarla in un diverso domicilio, ove permaneva per quattro giorni, una ragazza al fine di sottrarla alla dipendenza dalla cocaina - in ragione degli artt. 32 e 13, comma quarto, Cost. - che vietano rispettivamente i trattamenti sanitari obbligatori e le violenze fisiche o morali sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertā).

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