Cassazione civile Sez. II sentenza n. 4728 del 25 febbraio 2011

(2 massime)

(massima n. 1)

Il divieto per il convenuto in giudizio possessorio di proporre domanda di natura petitoria, finchÚ il primo giudizio non sia definito e la decisione non sia stata eseguita, produce effetti giÓ al momento del deposito del ricorso e non soltanto dalla successiva notificazione del provvedimento interinale che fissa l'udienza di comparizione, essendo rilevante, al fine indicato, la formulazione della domanda possessoria e l'individuazione della parte convenuta e non, invece la costituzione del contraddittorio. Ne consegue che, nel giudizio possessorio, il convenuto resta tale a partire dal deposito del ricorso in cancelleria e da allora opera il divieto del cumulo fino a che il giudizio possessorio non sia stato definito e la sentenza abbia avuto esecuzione.

(massima n. 2)

Il divieto per il convenuto nel giudizio possessorio di proporre il giudizio petitorio fino a quando il primo non sia stato definito e la decisione eseguita, essendo previsto a tutela degli interessi generali ed ispirato all'esigenza di ordine pubblico del ripristino immediato della situazione possessoria lesa o compromessa, non costituisce una norma disponibile, con la conseguenza che la violazione del divieto pu˛ essere fatta valere anche d'ufficio, indipendentemente dall'eccezione di controparte.

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