Cassazione civile Sez. III sentenza n. 2209 del 29 marzo 1985

(1 massima)

(massima n. 1)

L'ordinanza di convalida di licenza per finita locazione, che fissi una data di cessazione del rapporto locativo successiva a quella indicata nell'intimante, ravvisando l'applicabilità di proroga legale, ancorché in adesione ad una tesi formulata in via subordinata dall'intimante medesimo, esula dalla previsione dell'art. 663 c.p.c., e si traduce in un provvedimento decisorio con natura sostanziale di sentenza, come tale appellabile da parte dei soccombenti (ivi compreso il locatore, in relazione al rigetto della sua domanda principale), così come si verifica in ogni altro caso in cui la convalida venga resa in difetto delle prescritte condizioni, o comunque in violazione delle norme che la disciplinano.

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