Cassazione civile Sez. III sentenza n. 24746 del 21 novembre 2006

(1 massima)

(massima n. 1)

La provvisoria esecutorietÓ del decreto ingiuntivo e l'ipoteca giudiziale conseguente che sia stata iscritta sulla sua scorta sono destinate a cedere non solo di fronte ad un accertamento negativo del diritto di credito fatto valere con la domanda di ingiunzione, ma anche dinanzi ad un accertamento negativo circa i presupposti del procedimento di ingiunzione e, perci˛, la loro inefficacia si determina anche in conseguenza dell'estinzione del giudizio civile di opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo dichiarata per effetto del trasferimento dell'azione civile nel processo penale scelto dal creditore-opposto, che impedisce, la possibilitÓ che si possa pervenire ad una decisione di merito, dal momento che il suddetto trasferimento comporta che il giudice penale debba decidere del diritto al risarcimento del danno prodotto dal reato, non delle questioni processuali relative alla proponibilitÓ della domanda di ingiunzione. Pertanto, siccome l'iscrizione di ipoteca Ŕ consentita dalla provvisoria esecutorietÓ del decreto e ne costituisce atto di esecuzione, che, per˛, nell'ipotesi di trasferimento dell'azione civile in sede penale, non pu˛ sopravvivere al venir meno del titolo su cui si fonda, ne deriva che la cancellazione dell'ipoteca stessa deve essere ordinata giÓ con la sentenza che accerta l'inefficacia del decreto, e lo pu˛ essere anche di ufficio.

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