Cassazione civile Sez. III sentenza n. 8236 del 23 luglio 1993

(1 massima)

(massima n. 1)

La norma di cui al primo comma dell'art. 495 c.p.c., secondo cui la conversione del pignoramento pu˛ essere chiesta dal debitore in qualsiasi momento anteriore alla vendita del bene pignorato, non esclude la tempestivitÓ di istanza in tal senso proposta dopo l'aggiudicazione del bene, ma quando ancora non sia trascorso il termine di dieci giorni di cui all'art. 584, per le offerte in aumento di sesto, ovvero, nel caso di presentazione di offerte siffatte, fino a quando non sia stata espletata la gara appositamente prevista, in quanto la sola aggiudicazione non determina, di per sÚ, la consolidazione del diritto al trasferimento del bene e, prima dei detti momenti, la conversione pu˛ ancora utilmente assolvere la sua funzione di sottrarre la liquidazione del bene stesso all'alea di risultati dell'incanto economicamente inadeguati.

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