Cassazione penale Sez. V sentenza n. 481 del 27 gennaio 1981

(1 massima)

(massima n. 1)

╚ manifestamente infondata la questione di legittimitÓ costituzionale dell'art. 223 cpv., n. 1 della legge fallimentare, nella parte in cui richiama l'art. 2621 c.c., in riferimento all'art. 3 Cost., per il trattamento deteriore riservato all'amministratore di societÓ dichiarata fallita rispetto all'amministratore di societÓ non fallita che commetta l'identico fatto, nonchÚ rispetto all'amministratore di societÓ egualmente fallita che commetta fatti ancor pi¨ lesivi del patrimonio della societÓ, quali quelli di cui agli artt. 2624, 2625 e 2629 c.c. Il diverso, e pi¨ grave, trattamento punitivo Ŕ infatti ragionevolmente giustificato dalle esigenze della repressione penale dell'insolvenza, presente nella prima fattispecie e non nella seconda, mentre per quanto riguarda il mancato rinvio alle disposizioni di cui agli artt. 2624, 2625 e 2629 c.c., esso si giustifica per il fatto che, quando intervenga il fallimento della societÓ, le condotte ivi descritte possono riassumersi nelle ipotesi tipiche di bancarotta fraudolenta patrimoniale di cui all'art. 216, n. 1 della legge fallimentare.

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