Cassazione penale Sez. I sentenza n. 45594 del 25 novembre 2003

(1 massima)

(massima n. 1)

Il difensore d'ufficio dell'imputato latitante, pur rappresentando źad ogni effetto╗ il proprio assistito, ai sensi dell'art. 165, comma 3, c.p.p., non Ŕ per ci˛ solo legittimato a proporre ricorso per cassazione qualora non sia iscritto all'albo speciale previsto dall'art. 613 c.p.p., trovando il detto potere di rappresentanza la sua ragion d'essere nell'esigenza di impedire che il diritto di difesa dell'imputato risulti limitato per effetto della latitanza, di tal che esso non pu˛ ritenersi configurabile laddove, come nel caso dell'impugnazione, trattisi di diritto che pu˛ essere esercitato personalmente dall'imputato senza alcun rischio di essere catturato, mediante ricorso ad una delle varie modalitÓ di presentazione del gravame previste dagli artt. 582 e 583 c.p.p.

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