Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 512 del 12 marzo 1999

(1 massima)

(massima n. 1)

Non Ŕ consentito, in pendenza di un procedimento in grado di appello, iniziare, per lo stesso fatto e nei confronti della stessa persona, un nuovo procedimento, nell'ambito del quale sia inoltre emessa ordinanza di custodia cautelare. Invero il principio del ne bis in idem Ś che tende ad evitare che per lo stesso fatto-reato si svolgano pi¨ procedimenti e si emettano pi¨ provvedimenti, anche non irrevocabili ed uno differente dall'altro Ś ha portata generale ed opera in tutto l'ordinamento penale: esso infatti trova espressione nelle norme sui conflitti positivi di competenza (art. 28 e seguenti c.p.p.), nel divieto di un secondo giudizio (art. 649 c.p.p.) e nella disciplina della ipotesi in cui, per il medesimo fatto, siano state emesse pi¨ sentenze nei confronti della stessa persona (art. 669 c.p.p.). (Fattispecie relativa alla custodia cautelare disposta per il delitto di associazione mafiosa, in presenza di assoluzione in primo grado Ś ed in pendenza di appello Ś della medesima persona e per lo stesso fatto).

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