Cassazione civile Sez. Unite sentenza n. 682 del 13 gennaio 1997

(1 massima)

(massima n. 1)

L'integrazione ex officio della prova testimoniale ai sensi dell'art. 257, primo comma, c.p.c. Ś norma applicabile anche nel rito del lavoro in quanto coerente con l'accentuazione, propria di tale rito, della disponibilitÓ della prova da parte del giudice, nonchÚ compatibile col sistema di preclusioni e decadenze disposto dagli artt. 414, 416 e 437 c.p.c. Ś costituisce una facoltÓ discrezionale che il giudice pu˛ esercitare quando ritenga che, dall'escussione di altre persone, non indicate dalle parti, ma presumibilmente a conoscenza dei fatti, possa trarre elementi per la formazione del proprio convincimento. Ne consegue che la chiamata dei testimoni nel caso che ad essi altri testi si siano riferiti per la conoscenza dei fatti, costituendo esercizio di una facoltÓ siffatta, che presuppone un apprezzamento di merito sul coacervo delle risultanze istruttorie, Ŕ incensurabile in sede di legittimitÓ, anche sotto il profilo del vizio di motivazione.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 15 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.