Cassazione penale Sez. I sentenza n. 4246 del 23 novembre 1993

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di proroga della custodia cautelare, la legge non impone l'osservanza di termini o di procedure inderogabili e tassativi, richiedendo soltanto che il difensore (non anche l'indagato) sia sentito sull'oggetto della richiesta di proroga; e questo basta per escludere la necessitÓ di previo deposito di tale richiesta e di concessione di previo e ampio termine per la comparizione del difensore avanti al Gip, essendo sufficiente che l'audizione imposta dalla legge possa avere luogo nei confronti di soggetto avvisato, che sia nel contempo informato sui profili fondamentali dell'istanza in parola, il che pu˛ ottenersi Ś restando comunque salva l'adozione di forme comunicative pi¨ ampie Ś sulla base del contraddittorio che si instaura davanti al giudice, con possibilitÓ di ulteriormente dedurre in sede di esame eventualmente differito.

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