Cassazione civile Sez. I sentenza n. 7142 del 30 maggio 2000

(1 massima)

(massima n. 1)

Il diritto del fallito di conservare, a norma dell'art. 47 L. fall., l'alloggio di sua proprietÓ destinato ad abitazione per sŔ e la sua famiglia fino al momento della vendita, non ha rilevanza esterna, ma soltanto nell'ambito del fallimento e presuppone che tale alloggio sia giÓ di proprietÓ del fallito e come tale acquisito alla massa attiva, con la conseguenza che il diritto di proprietÓ su tale bene non pu˛ essere fatto valere dal fallito con azione diretta nei confronti del terzo estraneo al fallimento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la legittimazione processuale del fallito in controversia concernente l'acquisto per usucapione del diritto di proprietÓ sull'immobile de quo, non trattandosi di azione relativa a diritto strettamente personale e non riscontrandosi inerzia del curatore fallimentare).

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