Cassazione civile Sez. II sentenza n. 10294 del 23 ottobre 1990

(1 massima)

(massima n. 1)

Il partecipante alla comunione pu˛ usucapire l'altrui quota indivisa del bene comune senza necessitÓ di interversio possessionis, ma attraverso l'estensione del possesso medesimo in termini di esclusivitÓ. A tal fine si richiede, tuttavia, che tale mutamento del titolo (art. 1102, secondo comma, c.c.) si concreti in atti integranti un comportamento durevole, tali da evidenziare un possesso esclusivo ed animo domini della cosa incompatibili con il permanere del compossesso altrui sulla stessa e non soltanto in atti di gestione della cosa comune consentiti al singolo compartecipante o anche atti familiarmente tollerati dagli altri (art. 1141 c.c.) o ancora atti che, comportando solo il soddisfacimento di obblighi o erogazione di spese per il miglior godimento della cosa comune, non possono dar luogo a una estensione del potere di fatto sulla cosa nella sfera di altro compossessore.

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