Cassazione civile Sez. II sentenza n. 624 del 26 febbraio 1976

(1 massima)

(massima n. 1)

L'immissione di balconi e pensili su un cortile comune, pur comportando l'occupazione con un'opera solida e stabile dell'area sovrastante, si risolve in un ampliamento della presa di aria e luce da parte del singolo condomino e, non alterando la destinazione normale del cortile, deve ritenersi pienamente legittima, salvo che, per la dimensione degli sporti, non si verifichi un uso della cosa comune esorbitante dai limiti previsti dalla legge. Ben diversa, invece, Ŕ la situazione che si determina per l'aggetto di un vero e proprio corpo di fabbrica, poichÚ in tal caso alla incorporazione di una parte della colonna d'aria del cortile si connette anche la finalitÓ di assegnare alla superficie del cortile stesso la qualitÓ e la natura di spazio sfruttabile a fini costruttivi dai singoli comproprietari, a vantaggio delle rispettive proprietÓ, e quindi per l'utilitÓ e disponibilitÓ esclusiva degli stessi, con la conseguente alterazione della destinazione normale del cortile comune che non pu˛ essere consentita.

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