Cassazione civile Sez. II sentenza n. 5949 del 11 ottobre 1986

(1 massima)

(massima n. 1)

Il naturale scolo, in un cortile condominiale, delle acque grondanti da cornicioni, balconi o terrazze delle abitazioni che vi si affacciano, il quale non si ricollega ad un diritto di servit¨, ma configura esercizio del diritto di comproprietÓ, resta soggetto ai limiti fissati dall'art. 1102 c.c., e non pu˛ quindi implicare un'alterazione della destinazione della cosa comune, od un impedimento del pari uso degli altri partecipanti, nÚ un danneggiamento della cosa medesima o delle proprietÓ esclusive dei singoli condomini. (Nella specie, alla stregua del principio di cui sopra, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione dei giudici del merito, che avevano dichiarato illegittima l'apertura di un foro, alla base di un parapetto, convogliante l'acqua piovana nel cortile con violenta caduta e danneggiamento di porzioni condominiali).

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