Cassazione civile Sez. II sentenza n. 15390 del 1 dicembre 2000

(1 massima)

(massima n. 1)

La modifica di una finestra in una porta-finestra, per accedere da un'area rimasta in comune tra proprietari di unitÓ abitative di proprietÓ esclusiva, ad una di queste, configura un asservimento del bene comune all'immobile esclusivo soltanto se detta area Ŕ del tutto avulsa dalle singole unitÓ immobiliari e perci˛ non si inserisce in una pi¨ ampia situazione di condominialitÓ. Diversamente, se l'area Ŕ strettamente funzionale al miglior godimento delle proprietÓ individuali, la trasformazione pu˛ esser inquadrata in una utilizzazione della cosa comune, ai sensi dell'art. 1102 c.c., nel qual caso Ŕ necessario valutare se con l'apertura della porta-finestra il condomino realizza una migliore utilizzazione dell'area, ovvero se ne altera la destinazione, e comunque se vi Ŕ compatibilitÓ con il pari diritto degli altri partecipanti. Pertanto il giudice del merito deve prioritariamente accertare se sussiste l'una o l'altra situazione di fatto e poi derivarne le rispettive conseguenze giuridiche.

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