Cassazione civile Sez. II sentenza n. 2632 del 26 aprile 1984

(1 massima)

(massima n. 1)

Per l'esistenza di un legato non basta l'espressione della volontÓ del testatore che quel determinato bene sia di proprietÓ del beneficiario, ma occorre la volontÓ di attribuire il bene per causa di morte, secondo l'espresso disposto dell'art. 587 c.c., con la conseguenza che non pu˛ configurarsi un siffatto negozio testamentario, qualora il testatore, nella scheda testamentaria, abbia adottato una dichiarazione di scienza col riconoscere la proprietÓ attuale di determinati beni in capo ad un determinato soggetto al momento della confezione del testamento. (Nella specie, il testatore nel lasciare in ereditÓ ad un terzo un proprio immobile, aveva dichiarato, nel testamento, che tutto ci˛ che si trovava in tale immobile era giÓ di proprietÓ del terzo istituito. In tale dichiarazione il giudice del merito, sulla base del rilievo che intenzione del testatore era quella di attribuire al terzo la proprietÓ anche di tali mobili, aveva ravvisato l'istituzione di un legato, attesa la consapevolezza del testatore circa la non rispondenza della dichiarazione alla reale situazione e per l'irrilevanza giuridica della formulazione letterale della disposizione. La S.C., sulla base del principio di cui alla massima ha
cassato la decisione).

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