(massima n. 1)
Le pene pecuniarie proporzionali non sono soggette, per loro natura, ad alcun limite massimo, come espressamente disposto dall'art. 27, seconda parte, c.p. Ne deriva che, in caso di concorso di reati, le norme sulla continuazione (art. 81, comma secondo, c.p.) e quelle sul cumulo giuridico (art. 78 c.p.) non possono trovare applicazione limitatamente a quella parte delle violazioni che siano punite con pene pecuniarie proporzionali. In particolare, per quel che attiene alla continuazione, la legge, allorquando stabilisce che una pena sia proporzionale all'entitą o al numero delle infrazioni, esclude implicitamente l'applicabilitą della normativa sulla continuazione dato che questa non prevede la proporzionalitą della pena in rapporto all'entitą o al numero delle violazioni che vengono a confluire nel reato continuato ed atteso che il giudice non ha il potere di sovvertire il meccanismo della proporzionalitą sostituendovi quando la pena proporzionale inerisca alla violazione meno grave quello dell'aumento fino al triplo della pena base pecuniaria ovvero detentiva.