Cassazione civile Sez. III sentenza n. 25268 del 1 dicembre 2009

(1 massima)

(massima n. 1)

Nell'arbitrato irrituale, attesa la sua natura volta ad integrare una manifestazione di volontą negoziale sostitutiva di quella delle parti in conflitto, il lodo č impugnabile soltanto per i vizi che possono vulnerare simile manifestazione di volontą, con conseguente esclusione dell'impugnazione per nullitą prevista dall'art. 828 c.p.c.; pertanto, l'errore del giudizio arbitrale, deducibile in sede impugnatoria, per essere rilevante, deve integrare gli estremi della essenzialitą e riconoscibilitą di cui agli artt. 1429 e 1431 c.c., mentre non rileva l'errore commesso dagli arbitri con riferimento alla determinazione adottata in base al convincimento raggiunto dopo aver interpretato ed esaminato gli elementi acquisiti.

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