Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 9946 del 21 luglio 2001

(1 massima)

(massima n. 1)

La cancellazione di espressioni sconvenienti ed offensive contenute negli scritti difensivi pu˛ essere disposta, ex art. 89 c.p.c., anche nel giudizio di legittimitÓ, rientrando essa nei poteri officiosi del giudice, e nessun rilievo ostativo pu˛ acquistare il profilo che la richiesta relativa Ś attenendo, ad esempio, a espressioni contenute nel controricorso Ś risulti formulata solo in sede di memorie ex art. 378 c.p.c., posto che in tal caso essa finisce con il valere comunque quale sollecitazione all'esercizio dei poteri d'ufficio. In tali ipotesi, tuttavia, non potrÓ per˛ concedersi anche all'assegnazione di una somma di danaro a titolo di risarcimento danni, in quanto, risultando le memorie in questione destinate in via esclusiva ad illustrare e chiarire i motivi di impugnazione tempestivamente e ritualmente proposti, non potrebbe giammai trovare idonea tutela il diritto di difesa del destinatario della domanda risarcitoria, privato Ś in quanto tale Ś della possibilitÓ di contare su un congruo termine per l'esercizio della facoltÓ di replica.

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