Cassazione civile Sez. III sentenza n. 2946 del 5 giugno 1980

(1 massima)

(massima n. 1)

La norma contenuta nell'art. 11 c.p.c., secondo cui, se č chiesto da pił persone o contro pił persone l'adempimento per quote di un'obbligazione, il valore della causa si determina dall'intera obbligazione, configura un'eccezione alla regola, in tema di cumulo soggettivo, desumibile dal combinato disposto degli artt. 10, secondo comma e 103, primo comma, c.p.c., in base alla quale, agli effetti della competenza per valore, le singole domande proposte da un solo attore nei confronti di pił convenuti (litisconsorzio facoltativo passivo) o da pił attori nei confronti di un solo convenuto (litisconsorzio facoltativo attivo) o di pił convenuti (litisconsorzio facoltativo misto), non si sommano. L'operativitą di detta eccezione postula che l'adempimento per quote di una medesima obbligazione sia chiesto, ab origine, con un'unica domanda giudiziale, e va esclusa, pertanto, nel caso in cui l'adempimento delle quote sia stato chiesto da o nei confronti di pił soggetti con giudizi separati, successivamente riuniti a norma dell'art. 274 c.p.c. (litisconsorzio facoltativo successivo); in tale ipotesi, infatti, il provvedimento discrezionale di riunione lascia immutata l'autonomia dei singoli giudizi e non puņ dar luogo a spostamenti di competenza per valore.

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