Cassazione penale Sez. III sentenza n. 2188 del 1 ottobre 1998

(1 massima)

(massima n. 1)

Al giudice dell'esecuzione, in ossequio al principio di intangibilitÓ del giudicato, Ŕ preclusa la rivalutazione dei fatti oggetto del giudizio al fine di modificare il giudizio stesso. In deroga a tale principio egli pu˛ solo, a norma dell'art. 669, comma primo, c.p.p., in caso di pluralitÓ di giudicati relativi allo stesso fatto ed alla stessa persona, ordinare l'esecuzione del giudicato meno afflittivo e revocare i giudicati pi¨ afflittivi per il condannato: solo a questo fine limitato egli pu˛ valutare i fatti oggetto del giudicato. Ma anche in tal caso i giudicati pi¨ gravi sono caducati, non modificati nel loro contenuto. Peraltro il presupposto della medesimezza del fatto non ricorre quando questo Ŕ solo parzialmente identico.

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