Cassazione penale Sez. V sentenza n. 4551 del 8 febbraio 2011

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di bancarotta fraudolenta, non integra fatto nuovo ai sensi dell'art. 518 c.p.p., la individuazione, nel corso dell'istruzione dibattimentale, di diverse modalitÓ della condotta illecita ovvero di ulteriori condotte di distrazione o, comunque, di difformi condotte integrativa della violazione dell'art. 216 R.D., trattandosi di fatto che non pu˛ generare 'novitÓ' dell'illecito, ma soltanto l'integrazione della circostanza aggravante (e non la modifica del fatto tipico), in virt¨ della peculiare disciplina dell'illecito fallimentare - connaturato alla c.d. unitarietÓ del reato desumibile dall'art. 219, comma secondo, n. 1 R.D., che deroga alla disciplina della continuazione - e della peculiaritÓ della norma incriminatrice che non assegna alle condotte di distruzione, occultamento, distrazione, dissipazione e dissimulazione, previste dall'art. 216, n. R.D., natura di fatto autonomo, bensý fattispecie penalmente tra loro equivalenti, e cioŔ modalitÓ di esecuzione alternative e fungibili di un unico reato.

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