Cassazione penale Sez. V sentenza n. 10196 del 4 marzo 2013

(1 massima)

(massima n. 1)

La modifica in udienza del capo di imputazione, consistente nella diversa indicazione della data del commesso reato, non sempre comporta una alterazione avente incidenza sulla identitÓ sostanziale e sulla identificazione dell'addebito, atteso che, a seconda dei casi, l'esatta collocazione temporale di un fatto delittuoso pu˛ assumere o meno rilevanza decisiva, condizionando le possibilitÓ di difesa dell'imputato. Pertanto, detta rilevanza deve essere accertata alla luce delle finalitÓ della norme di cui agli artt. 516-522 cod. proc. pen., preordinate ad assicurare il contraddittorio ed il pieno esercizio del diritto di difesa; con la conseguenza che la modifica, avvenuta in udienza, della data del reato - nella specie commesso il giorno precedente a quello indicato in imputazione - non comportando alcuna significativa modifica della contestazione, immutata nei suoi tratti essenziali, non Ŕ idonea in nessun modo a pregiudicare le facoltÓ difensive.

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