Cassazione penale Sez. I sentenza n. 3646 del 4 aprile 1995

(1 massima)

(massima n. 1)

In materia di ricorso a mezzi di prova, nel dibattimento, i poteri del giudice sono soltanto residuali: l'art. 507 c.p.p. prevede una istruttoria giÓ svolta ed una facoltÓ, non un obbligo del giudice di disporre nuovi mezzi di prova quando ci˛ sia assolutamente necessario. Quando manchi completamente l'iniziativa della parte processuale, la norma non attribuisce al giudice alcun ruolo di supplenza. Quando l'iniziativa di parte sia monca, il giudice pu˛ disporre il nuovo mezzo di prova, per esempio una testimonianza, se Ŕ in grado di individuare il possibile teste. Tuttavia, trattandosi di facoltÓ riservata al giudice di merito, non Ŕ ravvisabile nel mancato esercizio di essa la violazione di alcuna norma processuale; nÚ in alcun modo Ŕ ravvisabile vizio di motivazione, in assenza di una istanza rigettata tendente a sollecitare al giudice l'esercizio della predetta facoltÓ.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.