Cassazione penale Sez. III sentenza n. 1665 del 23 settembre 1993

(2 massime)

(massima n. 1)

Il sequestro probatorio di beni, denaro od altra utilità, fittiziamente intestati al fine di eludere disposizioni di legge (art. 12 quinquies D.L. n. 306 del 1992 conv. con modif. in legge n. 356 del 1992) è legittimamente ordinato nei confronti del dominus apparente, quando da elementi probatori risulti detta fittizietà, pur se l'identità del reale titolare sia sconosciuta. (Nella specie trattavasi di natante, fittiziamente intestato per eludere la normativa in materia di contrabbando).

(massima n. 2)

La richiesta orale di giudizio abbreviato, formulata nell'udienza di convalida dell'arresto, deve qualificarsi anomala e, comunque, essa potrebbe spiegare la propria efficacia solo nell'udienza preliminare, che è la sede naturale del giudizio abbreviato. Quando, invece, non si fa luogo all'udienza preliminare perché, su richiesta del pubblico ministero, è stato emesso il decreto di giudizio immediato, che contiene anche l'avviso che l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato, questo deve essere chiesto, a pena di decadenza, entro sette giorni dalla notificazione del decreto. (Nella specie, relativa a rigetto del ricorso, l'imputato aveva reiterato, nell'udienza dibattimentale, la richiesta di giudizio abbreviato, che il tribunale rigettò per tardività).

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