Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 7225 del 12 giugno 1992

(1 massima)

(massima n. 1)

In ipotesi di cumulo di domande, ai fini dell'identificazione di una sentenza resa nel relativo processo come definitiva o non definitiva — onde desumerne il regime dell'impugnabilità e della formazione del giudicato — deve aversi riguardo, non già alle circostanze meramente estrinseche della prosecuzione del processo stesso dopo la sua pronunzia, e della mancanza di provvedimenti sulle spese o di separazione, ma all'effettivo contenuto della sentenza, configurandosi come definitiva quella che conclude l'intera controversia su una o più domande, così esaurendo la decisione delle questioni dalle medesime implicate ed acquistando connotati di autonomia ed autosufficienza, laddove costituisce sentenza non definitiva quella che, rinviando al prosieguo il riconoscimento del bene (o di una parte di esso) in contestazione fra le parti statuisce soltanto su questioni in senso lato pregiudiziali o su domande connesse o su alcuni capi dell'unica domanda o solo sull'an.

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