Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 469 del 18 giugno 1998

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di sequestro preventivo, per «cosa pertinente al reato» deve intendersi il bene che abbia un qualsiasi legame funzionale con il reato. Deve quindi trattarsi bensì di un rapporto non meramente occasionale, ma al tempo stesso tale da ricomprendere qualunque tipologia di vicendevole utilità, conseguenza o causalità tra l'entità «cosa» e l'entità «reato». Nel rapporto di pertinenza, che deve essere chiaramente individuato nel provvedimento di sequestro, rientra dunque un'ampia gamma di situazioni, potendo queste riguardare la progettazione e l'esecuzione del reato, la protezione del suo autore, la tutela degli effetti, la reiterazione della condotta. (Fattispecie di sequestro preventivo di somme di denaro e di titoli depositati in istituti di credito in disponibilità di un congiunto di un pubblico ufficiale indagato per il reato di corruzione).

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