Cassazione civile Sez. I sentenza n. 13282 del 26 luglio 2012

(1 massima)

(massima n. 1)

Nella verifica del passivo fallimentare, l'accertamento dell'anterioritÓ della data della scrittura privata che documenta la pretesa creditoria Ŕ soggetto alle regole dell'art. 2704, primo comma, c.c., essendo il curatore terzo rispetto ai creditori concorsuali e allo stesso fallito, e la questione pu˛ essere rilevata d'ufficio dal giudice. Tuttavia, la domanda proposta dal curatore in un separato giudizio per sentir accertare l'inadempimento del medesimo creditore alle pattuizioni trasfuse nella scrittura implica il riconoscimento dell'anterioritÓ della scrittura stessa, atteso che il dovere di lealtÓ e probitÓ ex art. 88 c.p.c. non consente alla parte di scindere la propria posizione processuale a seconda della convenienza. Ne consegue che, in tale ipotesi, il giudice dell'opposizione allo stato passivo, tenuto a verificare anche d'ufficio l'anterioritÓ del credito insinuato, deve considerare certa la data della scrittura, pur in difetto di un'espressa rinuncia del curatore all'eccezione concernente il difetto di data certa.

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