Cassazione civile Sez. Lavoro sentenza n. 1994 del 13 febbraio 2012

(1 massima)

(massima n. 1)

Il datore di lavoro, in caso di violazione delle norme poste a tutela dell'integritÓ fisica del lavoratore, Ŕ interamente responsabile dell'infortunio che ne sia conseguito e non pu˛ invocare il concorso di colpa del danneggiato, avendo egli il dovere di proteggere l'incolumitÓ di quest'ultimo nonostante la sua imprudenza o negligenza; pertanto, la condotta imprudente del lavoratore attuativa di uno specifico ordine di servizio, integrando una modalitÓ dell'iter produttivo del danno "imposta" dal regime di subordinazione, va addebitata al datore di lavoro, il quale, con l'ordine di eseguire un'incombenza lavorativa pericolosa, determina l'unico efficiente fattore causale dell'evento dannoso. (Nella specie, relativa ad infortunio per caduta, la S.C., in applicazione del principio, ha respinto il ricorso, avendo il giudice di merito correttamente addebitato al datore di lavoro l'imprudenza del lavoratore che, per raggiungere un motore elettrico, si era recato su una tettoia inclinata e ghiacciata, scavalcando il parapetto, in quanto comandato ad eseguire il lavoro malgrado la pericolositÓ del luogo e senza adozione di cautele).

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