Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 3638 del 9 gennaio 1992

(2 massime)

(massima n. 1)

All'omessa pronuncia in ordine alla richiesta di adozione della misura cautelare della custodia in carcere, richiesta avanzata dal pubblico ministero nell'udienza di convalida dell'arresto (peraltro non convalidato dal giudice per le indagini preliminari) va assegnato il valore di rigetto implicito della richiesta, un rigetto da ritenere immotivato e, quindi, censurabile in cassazione ex art. 606, primo comma, lettera e).

(massima n. 2)

Il principio, dettato in via generale, quanto alla competenza del giudice dell'esecuzione è quello della cognizione del giudice che abbia deliberato il provvedimento da eseguirsi, con deroga a tale criterio nel caso in cui l'esecuzione riguardi una pluralità di provvedimenti emessi da giudici diversi, Il che, peraltro, si verifica, non soltanto quando venga in questione la necessità di decidere in ordine al concreto adempimento di più pretese punitive nei confronti del singolo soggetto, ma anche quando le conseguenze della decisione richiesta per definire l'incidente, pur riguardando questa un singolo provvedimento, incida sull'esecuzione di una pluralità di provvedimenti da attuarsi o in corso di attuazione; e cioè allorchè, nella presenza del presupposto di cui all'art. 633, primo comma, c.p.p., si sia determinata la pena da eseguire attraverso il cumulo di tutte quelle irrogate con sentenze di condanna diverse, perchè dall'eventuale modificazione anche di una sola di esse ne deriverà necessariamente una variazione del calcolo complessivo finale.

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