Cassazione penale Sez. I sentenza n. 5013 del 27 settembre 1999

(1 massima)

(massima n. 1)

La presunzione di pericolositÓ dell'imputato e di adeguatezza esclusiva della custodia cautelare in carcere, di cui all'art. 275, comma 3, c.p.p., non pu˛ trovare applicazione, nella parte in cui si riferisce a delitti aggravati dalla finalitÓ di agevolare l'attivitÓ di associazioni per delinquere di tipo mafioso, relativamente a fatti commessi prima dell'entrata in vigore del D.L. 13 maggio 1991 n. 152 (conv. con modif. in legge 12 luglio 1991 n. 203) il quale ha introdotto, con l'art. 7, la suddetta aggravante. L'inapplicabilitÓ della presunzione, peraltro, non significa che la finalitÓ agevolativa dell'associazione mafiosa sia priva di rilevanza, costituendo essa, al contrario, una circostanza sintomatica di elevata pericolositÓ sociale della quale il giudice deve necessariamente tener conto nell'accertamento del grado delle esigenze cautelari e, di riflesso, nella scelta delle misure da applicare.

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