Cassazione penale Sez. V sentenza n. 7721 del 7 agosto 1996

(1 massima)

(massima n. 1)

Seppure l'art. 468, secondo comma prevede che il presidente del collegio giudicante possa escludere le testimonianze vietate dalla legge e quelle manifestamente sovrabbondanti, tuttavia, la norma va letta congiuntamente agli artt. 187 e 190 c.p.p., che indicano come parametro di ammissibilitÓ anche quello della pertinenza al thema probandum. Ne deriva che il diritto alla prova, riconosciuto alla parte, con il pi¨ ampio potere di richiesta, non pu˛ significare che solo in sede dibattimentale, ex art. 495 c.p.p., il giudice possa esercitare legittimamente il potere di esclusione della testimonianza. La pertinenza, ossia l'inerenza al tema della prova Ŕ limite coessenziale all'ammissibilitÓ della prova stessa, sicchÚ l'esclusione, ove essa difetti, pu˛ avvenire anche nella fase degli atti preliminari (e non solo in quella degli atti introduttivi al dibattimento).

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