Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 3047 del 25 settembre 1992

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini della sussistenza delle esigenze cautelari di cui all'art. 274 lett. c) c.p.p., per delitti della stessa specie di quello per cui si procede devono intendersi quelli che gli sono assimilabili quanto a bene protetto. Ne consegue che in concreto il giudice di merito, verificata l'omogeneità tra il bene giuridico offeso e quello di cui si teme l'aggressione, deve in fatto constatare se gli indizi di criminosità, per le modalità e i tempi di esecuzione, nonché per le spinte della condotta e l'intensità della volizione, siano tali da rivelare l'indiziato come prevedibile autore di temuti analoghi atti.

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