Cassazione penale Sez. I sentenza n. 5536 del 25 novembre 1996

(2 massime)

(massima n. 1)

L'esigenza cautelare di prevenzione del pericolo di fuga non pu˛ essere desunta sic et simpliciter dalla particolare gravitÓ della pena inflitta con la sentenza di primo grado, in quanto la sua valutazione comporta un giudizio di probabilitÓ che deve essere ricavato da elementi concreti, e non meramente congetturali, e pu˛ fondarsi anche sulla natura degli addebiti nonchÚ sulla previsione, in relazione allo sviluppo del processo, di una pi¨ o meno prossima esecuzione della pena, ma non pu˛ prescindere dall'esame di ogni altro elemento che possa influire sulla psiche del soggetto, in un giudizio complessivo della sua personalitÓ.

(massima n. 2)

Sono immediatamente impugnabili, ai sensi degli artt. 309 e 310 c.p.p., le ordinanze in materia di libertÓ personale, anche se contestuali alla sentenza o addirittura materialmente in essa contenute; e ci˛ sia perchŔ i rimedi del riesame e dell'appello dinanzi al cosiddetto tribunale della libertÓ sono esperibili contro tutti i provvedimenti adottati da qualsiasi giudice in materia di misure cautelari personali nella fase delle indagini preliminari e in quelle successive, sia in considerazione dell'autonomia concettuale del procedimento incidentale de libertate da quello avente ad oggetto la decisione sul merito dell'impugnazione.

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