Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 2852 del 30 ottobre 1998

(2 massime)

(massima n. 1)

Alla luce della sentenza della Corte costituzionale del 15 marzo 1996, n. 71, pur dovendosi riconoscere l'autonomia del provvedimento de libertate, impositivo di una misura cautelare, ove intervenga una decisione sul merito (quale quella di condanna) l'apprezzamento dei gravi indizi di colpevolezza deve ritenersi in essa assorbito, e, quindi, ragionevolmente precluso il riesame di tale punto da parte del giudice chiamato a pronunciarsi in sede di impugnativa avverso il provvedimento applicativo della misura coercitiva.

(massima n. 2)

L'apprezzamento della pericolosità del ricorrente sottoposto alla misura coercitiva della custodia cautelare in carcere ai fini della concessione degli arresti domiciliari, è riservato al giudice di merito ed è incensurabile nel giudizio di legittimità se congruamente e logicamente motivato. (Nella specie la Corte Suprema ha ritenuto adeguatamente motivata la decisione del giudice di merito che aveva rigettato l'istanza di concessione degli arresti domiciliari dell'indagato per il reato di detenzione ai fini di illecito commercio di sostanze stupefacenti, giacché il quantitativo di sostanza sequestrato e le modalità del suo occultamento nell'abitazione lasciavano presupporre che l'indagato stesso avrebbe potuto riallacciare i contatti con l'ambiente malavitoso in cui era inserito).

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