Cassazione penale Sez. II sentenza n. 2380 del 9 marzo 1995

(2 massime)

(massima n. 1)

Condizione imprescindibile per la utile effettuazione dell'esperimento giudiziale previsto dall'art. 218 c.p.p. Ŕ che sia possibile la ricostruzione del fatto in termini di sostanziale identitÓ rispetto a quelli emergenti dai dati di riferimento. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto legittimo il rifiuto, da parte del giudice di merito, di dar luogo ad un esperimento giudiziale volto ad accertare se un teste, alla guida di un autoveicolo, avesse avuto o meno la possibilitÓ di notare quanto da lui poi era stato riferito all'autoritÓ inquirente, attesa la oggettiva ed insuperabile incertezza in ordine al dato costituito dalla velocitÓ di marcia del veicolo suddetto).

(massima n. 2)

L'esperimento giudiziale di cui all'art. 218 c.p.p. pu˛ essere disposto solo quando sia possibile riprodurre il fatto, oggetto della prova, nelle condizioni in cui si afferma o si ritiene essere avvenuto; l'impossibilitÓ di una sua ricostruzione in termini di sostanziale identitÓ rispetto ai dati di riferimento, infatti, rende del tutto inutile, se non addirittura fuorviante ai fini del giudizio, la verifica attuata mediante controllo sperimentale, con la conseguenza che non pu˛ disporsi un'operazione di cui giÓ preventivamente si conosca l'inutilizzabilitÓ del risultato come mezzo di prova.

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