Cassazione penale Sez. I sentenza n. 9676 del 7 settembre 1994

(3 massime)

(massima n. 1)

╚ irrilevante la circostanza che, nel corso della ricognizione di persone, l'indagato venga collocato fra due persone con caratteristiche fisiche completamente diverse, atteso che le prescrizioni di cui agli artt. 213 e 214 c.p.p. non sono stabilite a pena di nullitÓ e che i risultati della ricognizione possono essere utilizzati per la formazione del convincimento del giudice sulla base del suo prudente apprezzamento.

(massima n. 2)

L'art. 431, lettera b), c.p.p., che consente l'inserimento nel fascicolo per il dibattimento degli atti irripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria, rappresenta una deroga al principio dell'oralitÓ cui Ŕ ispirata la nuova disciplina del processo penale e costituisce, pertanto, norma eccezionale di stretta interpretazione. Non pu˛ quindi accogliersi una nozione ampia di irripetibilitÓ, che includa cioŔ qualsiasi situazione nella quale debba salvaguardarsi l'esito dell'atto di indagine dai pericoli connessi al decorso del tempo, il concetto di irripetibilitÓ, infatti, in coerenza con le caratteristiche proprie del nuovo processo, non pu˛ non coincidere con quello di impossibilitÓ di reiterazione dell'atto stesso in sede dibattimentale, mentre l'esigenza di evitare che il decorso del tempo pregiudichi la genuinitÓ della prova trova tutela nella disciplina dell'incidente probatorio. (Nella specie la Corte ha escluso che possano considerarsi atti irripetibili ai sensi e per gli effetti dell'art. 431 c.p.p., gli atti di individuazione fotografica e personale compiuti dalla polizia giudiziaria).

(massima n. 3)

Possono essere utilizzati per le contestazioni, e quindi ritualmente acquisiti al fascicolo del dibattimento ex art. 500 c.p.p., gli atti di individuazione fotografica o personale compiuti dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria in quanto essi, pur implicando attivitÓ strumentali necessarie per l'esecuzione della ricognizione, costituiscono pur sempre, nella sostanza, dichiarazioni rese da testi per l'identificazione di persone o di cose.

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