Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 6633 del 6 giugno 1994

(1 massima)

(massima n. 1)

La registrazione di una conversazione telefonica eseguita da uno degli stessi interlocutori, non rientrando tra le intercettazioni telefoniche (che, invece, ricorrono quando sussista un'occulta presa di conoscenza da parte di terzi di una conversazione, con entrambi gli interlocutori all'oscuro dell'intromissione) non è sottoposta alle limitazioni e alle formalità proprie delle dette intercettazioni; né il fatto che essa venga registrata all'insaputa di uno dei due interlocutori costituisce offesa alla libertà di autodeterminazione dell'altro, avendo questi comunicato in piena libertà, volendo comunicare. L'uso, poi, che di tale comunicazione possa fare il ricevente (registrazione o divulgazione) rappresenta un posterius rispetto all'autodeterminazione di comunicare. Di conseguenza, la registrazione della predetta comunicazione telefonica, quale «documento» della stessa, ne è idonea prova.

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