Cassazione penale Sez. IV sentenza n. 46024 del 28 novembre 2003

(1 massima)

(massima n. 1)

Il riconoscimento fotografico operato in sede di indagini di P.G. e non regolato dal codice di rito, costituisce un accertamento di fatto e, come tale, Ŕ utilizzabile nel giudizio in base al principio di non tassativitÓ dei mezzi di prova ed a quello del libero convincimento del giudice. La certezza della prova, infatti, non discende dal riconoscimento come strumento probatorio, ma dall'attendibilitÓ accordata alla deposizione di chi (nella specie, la persona offesa), avendo esaminato la foto dell'imputato, si dica certo della sua identificazione, e ci˛ soprattutto quando questa venga confermata al giudice.

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