Cassazione penale Sez. V sentenza n. 829 del 1 febbraio 1993

(2 massime)

(massima n. 1)

Anche in caso di elezione di domicilio, ex art. 161 c.p.p., la notificazione eseguita personalmente all'imputato, mediante consegna di copia, può essere operata in qualsiasi luogo, così come, particolarmente — nella specie — nel luogo di sua residenza, sicché il rifiuto di riceverla non ha rilevanza alcuna e la notificazione si ha per eseguita.

(massima n. 2)

Nel caso in cui, sull'istanza di rinvio inviata dal difensore, il giudice non abbia operato alcuna valutazione — di accoglimento o di rigetto — si determina, per la violazione dell'art. 125, comma terzo, c.p.p., il difetto di assistenza dell'imputato da parte del difensore di fiducia, nei termini di cui agli artt. 178 lett. c) e 179, comma primo, stesso codice e, quindi, la conseguente nullità assoluta. (Nella specie, relativa a condanna in contumacia, non risultava dal verbale di udienza alcuna motivazione sul punto).

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