Cassazione penale Sez. III sentenza n. 2965 del 8 agosto 1996

(1 massima)

(massima n. 1)

Ai fini dell'emissione del decreto di irreperibilitÓ, dovendo le ricerche essere eseguite cumulativamente e non alternativamente o parzialmente in tutti i luoghi indicati dall'art. 159 c.p.p., esse devono sempre essere effettuate anche nel luogo in cui l'imputato esercita abitualmente la sua attivitÓ lavorativa, e ci˛ anche quando tale luogo non risulti in atti. In tale caso le ricerche dovranno innanzitutto essere indirizzate ad accertare se l'imputato eserciti una abituale attivitÓ lavorativa; in caso di esito positivo ad accertare in quale luogo tale attivitÓ lavorativa si eserciti, e quindi a ricercare l'imputato in questo luogo. Solo qualora non si riesca ad accertare se l'imputato svolga un'attivitÓ lavorativa, o dove egli la eserciti, potrÓ ritenersi giustificata la mancata effettuazione di ricerche nel luogo di abituale attivitÓ lavorativa. In difetto di tali accertamenti, cosý come nell'ipotesi di incompleto svolgimento delle ricerche negli altri luoghi indicati nell'art. 159 c.p.p., l'emissione del decreto di irreperibilitÓ e le conseguenti notificazioni eseguite mediante consegna al difensore Ś ove attengano alla vocatio in ius Ś integrano nullitÓ assolute, insanabili e rilevabili in ogni stato e grado del procedimento.

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