Cassazione penale Sez. V sentenza n. 5807 del 19 maggio 1998

(1 massima)

(massima n. 1)

In materia di notificazioni, mentre la latitanza ha immediata rilevanza processuale ed Ŕ determinata da una scelta volontaria dell'imputato di sottrarsi ad un provvedimento dell'autoritÓ giudiziaria limitativo della libertÓ e a non presenziare quindi al procedimento, la irreperibilitÓ Ŕ una situazione di fatto, che pu˛ anche essere involontaria e incolpevole, e che diviene processualmente rilevante per effetto della chiamata nel giudizio. Si tratta quindi di situazioni soggettive non assimilabili e tra loro distinte, con la conseguenza che in un procedimento, diverso da quello in cui si Ŕ verificata la latitanza, non solo non Ŕ applicabile alle notificazioni la relativa disciplina, ma nemmeno pu˛ affermarsi automaticamente che il latitante Ś che pu˛ in concreto conservare rapporti con i propri conviventi Ś debba essere trattato come irreperibile, se non se ne verificano le condizioni.

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