Cassazione penale Sez. II sentenza n. 47379 del 10 dicembre 2003

(1 massima)

(massima n. 1)

Non è viziato da nullità il decreto di citazione a giudizio notificato all'imputato detenuto nel domicilio eletto, in quanto la previsione di cui all'art. 156 c.p.p. — per la quale le notificazioni all'imputato detenuto debbono essere eseguite nel luogo di detenzione — non contiene una disciplina derogatoria rispetto a quella generale in tema di notificazioni, atteso che anche all'imputato detenuto è consentito avvalersi della facoltà di dichiarare o eleggere domicilio a norma dell'art. 161, comma primo, c.p.p. (Nella specie l'imputato aveva eletto domicilio in sede di interrogatorio in carcere — dove si trovava ristretto per altra causa — presso la propria abitazione e la S.C., verificatasi l'impossibilità della notificazione nel domicilio eletto, ha ritenuto valida la notifica del decreto di citazione a giudizio, ai sensi dell'art. 161, comma quarto, c.p.p., presso il difensore dell'imputato detenuto).

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