Cassazione civile Sez. I sentenza n. 2644 del 3 febbraio 2011

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di attribuzione giudiziale del cognome al figlio naturale riconosciuto non contestualmente dai genitori, il giudice Ŕ investito dall'art. 262, secondo e terzo comma, c.c. del potere-dovere di decidere su ognuna delle possibilitÓ previste da detta disposizione avendo riguardo, quale criterio di riferimento, unicamente all'interesse del minore e con esclusione di qualsiasi automaticitÓ, che non riguarda nÚ la prima attribuzione (essendo inconfigurabile una regola di prevalenza del criterio del "prior in tempore"), nÚ il patronimico (per il quale parimenti non sussiste alcun "favor" in sÚ). (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, che aveva ritenuto di sostituire il patronimico al cognome materno per primo attribuito, in considerazione dell'inesistente attitudine identificatrice di quel cognome, data la tenera etÓ del minore, della implausibilitÓ sociale del doppio cognome, e della sua irrilevanza ai fini di un rafforzamento del preteso legame con altri figli minori della stessa madre, recanti per˛ un cognome paterno diverso, e, dunque, configurandosi una maggiore plausibilitÓ sociale del solo patronimico, trattandosi di scelta oggettivamente integrativa di un fattore di normalitÓ).

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