Cassazione civile Sez. III sentenza n. 2124 del 3 marzo 1994

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di spese processuali, il principio della soccombenza va inteso nel senso che soltanto la parte interamente vittoriosa non pu˛ essere condannata, nemmeno per una minima quota, al pagamento delle spese stesse, mentre qualora ricorra la soccombenza reciproca, Ŕ rimesso all'apprezzamento del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimitÓ, decidere quale delle parti debba essere condannata e se ed in qual misura debba farsi luogo a compensazione; non integra, del resto, il presupposto della soccombenza, la riduzione, anche se sensibile, della somma richiesta con la domanda giudiziale, di cui il giudice di merito pu˛ tener conto per l'eventuale compensazione, totale, o parziale, delle spese.

(massima n. 2)

L'ammissione di non aver estinto il debito, da cui deriva il rigetto dell'eccezione di prescrizione (presuntiva), pu˛ risultare anche per implicito, in particolare, dalla contestazione della legittimazione passiva della somma richiesta e dell'entitÓ della stessa, e dalla richiesta di compensazione con il credito vantato a titolo risarcitorio.

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