Cassazione civile Sez. I sentenza n. 13213 del 10 settembre 2003

(1 massima)

(massima n. 1)

Dall'art. 184, terzo comma, c.c. si ricava che gli atti di disposizione di titoli di credito ricadenti nella comunione legale tra coniugi sono validi ed efficaci anche se posti in essere da uno soltanto dei coniugi (sia pure illegittimamente rispetto all'altro); tuttavia detta norma non apporta deroghe alla disciplina generale della comproprietÓ (art. 1103 c.c.), che Ŕ destinata a disciplinare la fattispecie nel caso di acquisto comune (contitolaritÓ) e cointestazione dei titoli, vigendo per tale ipotesi la regola generale in tema di comunione, secondo la quale ciascuno pu˛ disporre del bene comune non pi¨ che per la sua parte (art. 1108 c.c.), ancorchÚ indivisa, e l'altra secondo la quale nessuno pu˛ disporre di diritti altrui se non in forza di un titolo abilitativo (mandato, procura) proveniente dal titolare.

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