Cassazione civile Sez. III sentenza n. 8469 del 18 ottobre 1994

(1 massima)

(massima n. 1)

L'art. 180, comma 2, c.c. attribuisce ad entrambi i coniugi esclusivamente il diritto a stipulare i contratti di locazione e, al pretermesso, le azioni di cui al successivo art. 184. Ne consegue che legittimato passivo nella controversia diretta ad ottenere la cessazione della proroga legale del contratto di locazione e, comunque, il rilascio dell'immobile condotto in locazione è unicamente il coniuge che ha stipulato il contratto, sia anteriormente che posteriormente all'entrata in vigore della riforma del diritto di famiglia (L. n. 151 del 1975). Infatti, nella prima di queste ultime ipotesi, il rapporto contrattuale, validamente stipulato secondo la legge del tempo, verrebbe alterato con l'aggiunta di un nuovo soggetto giuridico ad esso estraneo — in contrasto con il principio dell'irretroattività della legge — mentre, nella seconda ipotesi, l'art. 184 c.c. (nella nuova formulazione) prevede solo l'annullabilità per mancanza del consenso o della convalida del coniuge, nel termine di un anno, di cui al comma 2 della suddetta norma.

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