Cassazione civile Sez. I sentenza n. 2921 del 29 marzo 1996

(1 massima)

(massima n. 1)

Con riguardo ad un'ipotesi di fusione c.d. eterogenea di societÓ, e tenuto conto della parziale dichiarazione di illegittimitÓ costituzionale dell'art. 2503 c.c. (sentenza della Corte costituzionale n. 47 del 20 febbraio 1995), la fusione senza opposizione dei creditori nel termine stabilito dall'articolo citato non Ŕ sufficiente a determinare la liberazione del socio accomandatario, illimitatamente responsabile, della societÓ incorporata per le obbligazioni sociali anteriori all'iscrizione nel registro delle imprese della delibera di fusione, occorrendo a tal fine che nei riguardi dei creditori sia attivato il meccanismo previsto dall'art. 2499 c.c., ossia che a ciascuno di essi sia data comunicazione, con raccomandata, di detta delibera e che il creditore sociale medesimo dia il proprio consenso alla deliberazione ovvero lo neghi espressamente entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione. Ove questa manchi, permane, nonostante l'intervenuta fusione eterogenea, la responsabilitÓ per le obbligazioni pregresse del socio illimitatamente responsabile della societÓ di persone incorporata, del quale pu˛ essere, pertanto, dichiarato il fallimento (in estensione) in conseguenza del fallimento della societÓ di capitali incorporante.

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